[2][3] Sempre caro mi fu quest’ermo colle, e questa siepe, che da tanta parte dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati spazi di là da quella, e sovrumani silenzi, e profondissima quïete io nel pensier mi fingo; ove per poco il cor non si spaura.
E come il vento odo stormir tra queste piante, io quello infinito silenzio a questa voce vo comparando: e mi sovvien l’eterno, e le morte stagioni, e la presente e viva, e 'l suon di lei.
And when I hear the wind stir in these branches, I begin comparing that endless stillness with this noise: and the eternal comes to mind, and the dead seasons, and the present living one, and how it sounds.
For as I sit and gaze, all calm and still, I conjure up my thoughts; my mind I fill With distances that stretch out boundlessly And silences that somehow cannot be Heard by my heart, which feels a sudden chill.